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Otello Belardi in Chissà perchè stress

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di Belardi e Frabetti è uno spettacolo teatrale satirico in due tempi . Gli autori con questo spettacolo intendono rappresentare lo stress del terzo millennio attraverso una galleria di personaggi che ripropongono via via, i tic, le deformazioni umane, le grottesche situazioni del nostro quotidiano.

Il protagonista è Otello Belardi che tra divertimento e ironia induce lo spettatore alla riflessione sul nostro modo di vivere ormai preda dello stress da tecnologia, da manipolazione genetica, smog, traffico, consumismo, televisione, scioperi, dell’apparire a qualunque costo, e ci accompagna attraverso la risata, verso una nuova visione della società.

LA SOLUZIONE AL PROBLEMA SECONDO Otello Belardi Barbara Bracci

Stress: parola che in ambito medico delinea la malattia del terzo millennio. Siamo sempre e costantemente stressati: dai doveri,dalle regole,talvolta anche il piacere diventa uno stress:sempre di fretta a rincorrere un treno che è già passato, o ossessionati dalla voglia di tecnologia che,se apparentemente semplifica la vita,a ben vedere diventa un vero e proprio allucinogeno,al pari della droga più potente. a tutto ciò si unisce lo stress di una società in decadenza, dove notizie di omicidi,di femminicidi, inquinamento e furti scandiscono le ore dei giorni.

Otello Belardi,artista “ leggero” raccoglie tutto lo stress e lo trasforma in una piacevole,e poco impegnativa, riflessione sulla società, con lo spettacolo ( di cui è regista ed attore) “ Chissà perché stress” Una commedia leggera, in contrasto alle tematiche di rilievo trattate,che tratteggia la follia di una società totalmente controllata da facebbook, twitter, smartphone, tablet e cellulari; una società in cui anche il nonno,figlio di un’altra epoca,è inevitabilmente coinvolto nel delirio di un’era allenata dalla passione ossessiva - compulsiva per la tecnologia.

Tutti i personaggi rappresentati da Otello Belardi,apparentemente immaginari, ma a ben vedere realmente esistenti ,vivono una condizione di totale subordinazione nei confronti della tecnologia che viene qui presentata nella doppia veste di coadiutore nell’operato di tutti i giorni e, au contraire,di antagonista nelle relazioni interpersonali: esempio calzante, e piuttosto convalidato,il fanciullo dimenticato da una famiglia tutta presa dal lavoro, che compensa l’assenza con videogiochi e social network (relazioni rigorosamente interattive).

In questo delirio sociale, dove, appunto,la parola chiave è stress, Belardi sventola una possibile soluzione: abbandonare tutto e tutti, svestire i panni del mondano per vestire quelli del più rilassato clochard che, liberatosi dagli obblighi  dei doveri e delle bollette, ha,come unica preoccupazione,quella di trovare una sala d’aspetto dove poter passare la notte. Soluzione apparentemente estrema e irrazionale,ma,a ben vedere,ragionevole,se si considera la libertà come emancipazione sociale.

Qualora l’espediente del clochard  risultasse troppo estremo,suggeriamo un’ulteriore medicina al  malessere da stress: la visione di uno spettacolo gradevole e divertente come “ Chissà  perché stress”, che allevierà,anche solo per poche ore, perfino l’animo più depresso e magari potrà funzionare a scacciare i cattivi pensieri.

 

Otello Belardi in Chissà perchè stress